Nino Barraco

Non è solo vino il vino.

Ci svegliamo alle 9:00, il profumo di caffè riempie le narici, ragazzi la colazione è pronta.

Partire dalla fine per raccontare una storia è un classico, ma è anche un modo per cercare in modo sistematico di fare mente locale e organizzare i pensieri.

Quest’anno le vacanze dovevano essere solo vacanze, mare, gastronomia, vino, donne, o meglio, moglie e relax, la solita Sicilia con il suo male africano che ti richiama ad intervalli regolari ad ospitarci tra chiari scuri e profumi e cosi sia, lontano dall’amato lavoro per un piccola decompressione annuale.

Ma c’era qualcosa che mi disturbava il sonno, un pensiero che nelle notti calde tornava leggero presentandosi, una promessa fatta, un “verrò questa estate a trovarti” una frase che avrebbe segnato il momento più bella della vacanza.

 Probabilmente molti di voi si ricordano, “Questo vino proviene da Marsala, il suo nome è Vignammare perchè la vigna di uve grillo si affaccia direttamente sul mare, un vino che richiama note iodate, minerali di ostrica…” “Un piccolo produttore “inutile”cit. che vuole fare vino buono, un vino del territorio che trasmetta la sua terra e la sua idea, 18,000 bottiglie tra bianchi macerativi e rossi contemplativi…”

M.“Pronto, ciao Nino, sono Manlio, come stai?”

N. “Guarda sono in vendemmia…”

M.“ah… scusa scusa ti richiamo domenica che cosi ci accordiamo”

Lo volevo proprio, volevo andare a trovare Nino Barraco, unico vero produttore di vino della zona di Marsala, dopo il compianto De Bartoli, un po perchè una promessa è una promessa, e un po perchè i suoi vini sono sempre stati per me, da quando conosciuti, un modo per chiudere gli occhi e ritrovare le amate origini, in ogni sorso.

Milazzo Marsala, circa 350km, si parte presto, ma si gode il paesaggio che cambia, una gita di piacere di una giornata per guardare attraverso la bottiglia, chi è Nino, io e Rossella, mia moglie, non beve, o meglio, poco, ma un calice di Nino, un mese prima lo aveva inglobato, dicendo “però buono questo, cos’è?”

Nino ci accoglie solo dopo avere trovato la sua abitazione, con lui Angela, sposati 15 giorni dopo il mio matrimonio, sorrisi larghi di persone belle, forse i nostri più chiusi di infreddoliti abitanti del nord italia, ma rilassati ci godiamo le chiacchiere e i volti prima di andare, come dovrebbe fare ogni amante del nettare degli dei, per vigne.

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Saliamo con Nino sulla macchina da campagna, una vecchia punto rossa che racconta di battaglie e coppe dell’olio seppellite, un viaggio nel tempo, presente, passato e passato remoto in pochi chilometri, racconti di persone e luoghi che ad ogni sobbalzo sfuggono dai finestrini aperti per lasciare spazio a profumi e immagini che vogliono con prepotenza entrare e riempire con la loro Marsalità la piccola automobile rossa.

Nino avvina i nostri spiriti, apre le porte della cantina che ospita in modo temporaneo i suoi figli, i calici in mano contengono un liquido sempre diverso, denso e opaco che racconta storie di vitigni e terra, di lavoro e sogni, si diverte a stuzzicare la nostra curiosità, Rosato, Nero d’Avola… Metodo Classico… Assumiamo il compito degli assaggi di vasca, difficile e intrigante al contempo, chiedo i tempi, curioso come pochi, dei futuri vini, che se loro vorranno si faranno bere.

Rossella rimane affascinata da un assaggio, residuo zuccherino da svolgere e aromi ancora da succo d’uva in divenire.

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Sobbalzi, racconti, sobbalzi, immagini, profumi di mare…

Le portiere si aprono verso una vigna, grappoli maturi in modo non omogeneo classificano la tipologia di vite, grillo, alberelli rigogliosi, giriamo su noi stessi a 360° immergendoci in mezzo ettaro di meraviglia pura, la colonna sonora è orchestrata dalle cicale e ogni giro una presenza importante compare alla vista, una sottile linea azzurra che profuma di sale.

Nino ci desta dal sogno reale, assaggiamo le bacche mature per ritrovare quel vino così fresco e minerale che solo qualche mese prima scaldava noi pavesi, Vignammare.

La bellezza del mare che bacia la vigna, quaranta metri, quattro passi, per ritrovare il mare nel calice di un vino che gioca con la sua pericolosa bevibilità e sorso dopo sorso racconta   di naturalità e di sapienza con la sua assenza totale di solfiti non da scuse a improbabili mal di testa.

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Le sue vigne si susseguono come i racconti, piccole e curate nei dettagli, alberelli che affondano le loro radici in terre diverse, che si liberano attraverso le bottiglie che con cura conservano vini capaci di raccontare una favola nuova ad ogni assaggio, vini che rispecchiano la carta d’identità del luogo senza paura di sottolineare annate diverse e le loro fiere origini.

Il sole caldo della Sicilia brilla sui grappoli, li assaggiamo tutti, uno a uno, turgidi e succosi, dolci e austeri, sottili ed esplosivi e ne assaggiamo di sconosciuti, vitigni autoctoni andati persi che Nino vuole provare a recuperare, alla Walter Massa, non si sa mai che il nuovo Timorasso possa provenire da Marsala.

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Guardiamo verso un campo di pomodori senz’acqua, Barraco davanti a noi, una fotografia che rimarrà impressa per tutta la mia vita per l’emozione che ho provato, Nino si gira, ci guarda e ci dice: “…ecco qui è dove faremo la nostra cantina, piccola ma tutta nostra”.

Una cantina che guarderà a 360° gradi intorno, incastonata tra le vigne e il vento che soffia teso, le parole portate via da quest’ultimo ci fanno risalire in macchina è ormai sera.

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Bene di solito a questo punto, si risale in macchina e si torna da dove si è venuti, ma il nostro Ospite ha organizzato tutto alla perfezione, cena a base di pesce, ovvio non vuoi aprire qualche bottiglia?

Svestiti i panni del viticoltore e del Sommelier, prepariamo due braci roventi su cui voler grigliare ogni cosa possibile, melanzane, zucchine, peperoni, sarde, vopa, triglie mentre il polpo bolle in pentola. La tavola si apparecchia numerosa, perchè al sud è così perchè si fa presto a fare “famiglia” e ci si ritrova seduti tra persone che parlano lo stesso modo di vedere la vita, in particolar modo quando Nino decide di invitare persone non estranee all’Infernot, un pezzo di Pavia che profuma di Sicilia, sorrisi conosciuti, abbracci e baci.

Una situazione surreale se fosse collocata da qualsiasi altra parte, ma quella sera in quella casa con queste persone, era tutto cosi magnificamente normale.

é festa, è vacanza, le bottiglie… ecco ora dovrei parlare del vino, dei vini Nino Barraco, magari descrivendoli con terminologia Ais o quant’altro, ma posso dirvi una cosa? No quella sera abbiamo assaggiato i vini nella loro totalità, da ciò che è dentro a ciò che è dietro all’etichetta, vini talmente naturali che nonostante gli scettici dopo 5 anni cantavano melodisamente, abbiamo aperto qualsiasi cosa ci andasse di aprire, sciabolato, si anche sciabolato… Nino dai muoviti che Pavia aspetta, rosato e maturato, abbiamo reso onore ai calici con allegria e semplicità bevendo per stare insieme e per godere del lavoro dell’uomo.

é tardi, anzi molto tardi, io e Rossella abbiamo gia sforato, sono le 3 di notte e non c’è alternativa al rientro a Milazzo se non ubbidire a Nino e ad Angela fermandoci e godendo del riposo e della loro incredibile ospitalità

“Ci svegliamo alle 9:00, il profumo di caffè riempie le narici, ragazzi la colazione è pronta.”

Abbracciamo Nino e Angela, un po tristi con il pensiero del ritorno ma leggeri e felici sapendo che nel mondo che amo, quello del vino vero, buono, c’è un racconto meraviglioso con principi azzurri e principesse e sempre il lieto fine.

Ciao Nino, ci vediamo all’Infernot, ormai… me l’hai promesso…

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Categorie: Storie

8 commenti su “Nino Barraco”

  1. Giovanni Scarfone
    5 ottobre 2013 a 12:04 #

    gran bel racconto di una gran bella persona

    • 5 ottobre 2013 a 13:07 #

      Giovanni, stai attento che primo o poi ci autoinvitiamo da te ;-)

      • Giovanni Scarfone
        5 ottobre 2013 a 15:56 #

        io ti aspettavo già quest’anno con Pietro. aspetterò al massimo fino alla prossima estate :-)

  2. Giovanni Scarfone
    5 ottobre 2013 a 12:03 #

    gran bel racconto per una gran bella persona.

  3. 28 agosto 2013 a 00:55 #

    Bello essere ricambiato con tante emozioni :-) ! Ogni promessa e’ debito e quindi ci vediamo a novembre da te! L’altra promessa che ti faccio e’ di rimanere un’ azienda inutile ( CIT. Rosario Pappalardo az. Ag. Bonaccorsi). Grazie !!! Nino e Angela

    • 28 agosto 2013 a 13:08 #

      Grande Nino, Pavia non vede l’ora di averti e di sentirti. Un abbraccio forte forte e settimana prox ci sentiamo perché devi mandarmi su qualcosa ;-)

  4. 27 agosto 2013 a 13:00 #

    Bel racconto, bravi… appena rientro nella mia città natale, vengo a trovarvi !

  5. Mauro Barraco
    26 agosto 2013 a 23:26 #

    Grandissimo Manlio, il racconto del tuo viaggio in Sicilia e di quella splendida serata mi ha emozionato!! Grazie a te e a Nino…

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