Degustazione ONAV i vini dell’Etna

Il paradosso Siciliano.

LA BORGOGNA D’ITALIA

Ci sono serate a cui è difficile mancare, in particolare se queste vengono a te, come la montagna di Maometto, e allora cosa c’è di meglio di ospitare una degustazione Onav così interessante all’Infernot, una degustazione che ha voluto sviscerare il panorama vitivinicolo dell’Etna, con sette etichette in assaggio e un approfondimento teorico sulla situazione ampelografica.

Se pensate ai vini Siciliani, pensate probabilmente a quel nero d’Avola che ha invaso le tavole 10 anni fa, pesante, alcolico, “gnucco” che dava l’impressione di essere un “vinone” ma che presto, levata la maschera, ha annoiato i nostri palati e alterato la percezione vitivinicola siciliana; detto questo, freschezza, mineralità, ed eleganza sono l’altra faccia della Sicilia, una faccia dal pizzo bianco di un vecchio fumoso e brontolone, l’Etna.

Sono stati alcuni enologi lungimiranti che hanno capito l’Etna, viti anziane, terreno sciolto di origine vulcanica, densità d’impianto che arriva fino  9000 ceppi per ettaro, maturazione tardive, coltivazione ad alberello e vitigni autoctoni, non sono altro che gli ingredienti per ottenere qualcosa che la Francia comincia a guardare con invidia e relativa paura, nettari che nella loro migliore espressione fanno il verso ai loro fratelli borgognoni, ovviamente ripeto nella loro migliore espressione.

Ma veniamo agli ospiti e agli appunti della serata:

ETNA BIANCO DOC SALISIRE 2010 VIVERA

Dal colore Paglierino sferzato da giovani riflessi verdolini al naso punge la solforosa, un primo impatto che lascia a note fruttate di mela, lime  il compito di piacevolezza e freschezza, note minerali di roccia e pietra focaia per  renderlo  intrigante. Citrino, dotato di una sferzante acidità che pulisce la bocca, dissetante e persistente, labbra salate, sapore di mare.

Pantaloncini a pinocchietto, canottiera e ciabatte per giocare tra le vie della nera Catania.

ETNA BIANCO DOC ANTE 2010 I CUSTODI DELLE VIGNE DELL’ETNA

Giovane alla vista non nasconde un uvaggio contaminato da altri vitigni oltre che il Carricante, Minnella e Grecanico. Un naso più caldo, vegetale e floreale di acacia, una pera e del millefiori per legare il tutto, minerale, solfureo e Sauternes, Zafferano. Disseta con equilibrio entra morbido per poi lasciare una scia di freschezza alle sue spalle, un ottima persistenza e un finale in piena corrispondenza al naso.

Un po “bastardo”, un po piacione, un po galante.

ETNA BIANCO SUPERIORE DOC PIETRAMARINA 2008 BENANTI

950m sul livello del mare, 2008, 4 anni di Carricante in purezza, Giallo Paglierino brillante, danza nel calice con consistente ampiezza, un naso da “riesling”, idrocarburi leggeri che accompagnano una nota di cenere, mieneralità e vegetale, suadente nella sua complessità che non si lascia avvicinare con facilità, pepe bianco e fiori appassiti…  Veste la bocca con morbidezza, una leggera sensazione spazzata via dalla freschezza, equilibrato ed persistente grazie alla sua fragrante sapidità e a note di mandorle, un altro paio di calici grazie è già finito.

La maturità di un siciliano che non vede l’ora di diventare vecchio, ne parliamo tra qualche anno però!

ETNA ROSSO DOP MARTINELLA 2009 VIVERA

Manca un antociano, perfortuna, dal color del Pinot Nero, si presenta ancora vivace. Apre un naso di frutta matura, Ribes nero, mora, e confettura di fragole, speziato di cannella e liquirizia, note di terra bagnata che lo caratterizzano. Riempie con il suo corpo, un po duro da levigare nel tannino, fresco e sapido chiude con la speziatura del naso.

Piacevole dotato di una buona beva, un Etna che non complica la situazione senza apparire.

ETNA ROSSO DOC OUTIS 2008 BIONDI

Profumo sottile di mora, boccioli di rosa e leggeri sentori di cenere, il tutto vestito da una nota ferrosa, elegante e fine al naso si scopre intenso in bocca. Morbido e fresco al contempo entra in bocca gentile per poi esplodere in intensità, radice di liquirizia e confettura di ciliegie, persistente e sempre elegante.

Un Nerello Mascalese in purezza che non ha soggezione di fronte a nessuno, un signore distinto e raffinato che racconta con pacatezza le sue origini!

ETNA ROSSO DOC AETNEUS 2007 I CUSTODI DELLE VIGNE DELL’ETNA

Rubino con riflessi granato, note terziarie, terra bagnata, pepe nero, fruttate, prugna essiccata, dattero, caldo di tabacco e vaniglia, tutto avvolto da note boisè un po invadenti che coprono e ostacolano il riconoscimento olfattivo. Un naso che non affascina e che si ritrova completamente in bocca, una nota alcolica alquanto pronunciata scalda con veemenza, un tannino ancora da addomesticare, ma non esplode, si aspetta che si apra e che riveli qualcosa in più, ma timido si chiude.

Un Etna che parrebbe non esserlo, come tutti quei nettari troppo “conciati” che dimenticano di poter essere dei cavalli di razza.

NERELLO CAPPUCCIO 2004 BENANTI

Bella questa sperimentazione di utilizzare, solitamente destinato al taglio, un vitigno come il Nerello Cappuccio, al 100%, più carico e intenso rispetto al fratello gli anni conferiscono note interessanti di evoluzione. Balsamico, caratterizzato da erbe aromatiche, timo e mentuccia, mirto, un sentore di gomma e a chiudere note vanigliate. Complesso e intrigante al naso riempie la bocca con intensità, morbido ma caratterizzato ancora dalla freschezza che arriva in un secondo momento assieme ad una sensazione leggermente  astringente. Persistente, tabacco, balsamico in via retro-olfattiva.

Il fratello incompreso dell’Etna che potrebbe trovare la sua strada con solo un po di “spazio” in più.

 

Concludo dicendo che più che ad un alberello, potremmo identificare l’Etna e la Sicilia con un albero Genealogico vista l’eredità che ci hanno lasciato, non ci resta che scoprirne la storia e continuare il racconto.

 

 

 

 

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Categorie: Degustazioni

5 commenti su “Degustazione ONAV i vini dell’Etna”

  1. benanti
    30 luglio 2012 a 20:12 #

    Reblogged this on benanti.

  2. selvaggia
    6 luglio 2012 a 17:19 #

    peccato davvero non esserci stata… !

  3. 6 luglio 2012 a 17:11 #

    Bello, Manlio! Scrivi di vini come ne parli… Sei “the top”!

  4. Massimo
    3 luglio 2012 a 20:14 #

    Bisogna dirlo,quella di ieri sera è stata davvero una serata interessante. Come dice il nostro Manlio sono state tante le scoperte,alcune interessanti da subito ed altre che meritano di essere riviste. Un plauso agli amici ONAV di Pavia che con questa bella degustazione ci hanno dato l’arrivederci a dopo le vacanze estive e che come sempre si sono adoperati per proporre qualcosa di nuovo. Un grazie anche a Manlio che ha messo a disposizione il suo Infernot a “temperatura ambiente” nel suo giorno di riposo dimostrandosi una volta in più sempre disponibile e gentile. Non rimane che augurarsi che queste serate all’Infernot siano sempre più numerose e seguite.
    Per concludere quindi un grazie all’ONAV Pavia, ed un augurio di buon lavoro e tanto successo all’ INFERNOT.

    • 3 luglio 2012 a 20:40 #

      Sei sempre molto gentile Massimo, mi fa piacere vederti, vederti all’Infernot, vederti all’Onav, vederti in giro insomma vederti sempre! :-D

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