Travaglini Gattinara 2000

A lume di candela 12 anni da raccontare

IL VINO AGGIUNGE UN SORRISO ALL’AMICIZIA ED UNA SCINTILLA ALL’AMORE. (E. DE AMICIS)

La differenza spesso la crea il vino, una serata da ricordare, un momento romantico, una celebrazione unica e irripetibile è il vino che con il suo fil rouge, se vi piacciono i rossi, dall’antichità sottolinea e collega i momenti migliori. Non c’è altra bevanda che ha il potere di trasformare il nostro verbo rendendolo così amichevole, un ponte verso la persona che di fronte si abbevera dello stesso nettare.

Ed è un venerdì sera come tanti e come spesso accade si riceve la visita di un amico, colpito dalla degustazione di Greco di Bianco, incuriosito e desideroso di assaggiarlo. Sul tavolo compare una bottiglia di Nebbiolo, un Gattinara del 2000 cantina Travaglini, una bottiglia “omaggiata” da un cliente “non so come sia stata conservata…”, quale migliore occasione per aprirla, una serata tranquilla, sedie che si aggiungono al tavolo.

Uno stappa e vinci, non sai cosa trovarci dentro, non sai cosa questa bottiglia abbia fatto in tutto questi anni, sarà stata coccolata, maltrattata, non sai se ha lasciato la retta via per frequentare cattive compagnie.

Dal Colore Granato vivo con riflessi aranciati brilla nel calice illuminato dalla candela, vivo e gioioso ancora si mostra, un naso pungente di volatile, leggera acescenza che in breve tempo scompare per svelare profumi terziari evoluti, sentori di gomma, polvere, cuoio, un primo impatto di notevole intensità, frutta rossa disidratata, ciliegia, prugna, un secondo volto di questo gattinara… ma tempo al tempo, d’altronde, provate voi a rimanere 12 anni chiusi in un armadio e poi una volta liberati, raccontare con nonchalance ciò che avete fatto in tutto questo tempo.

L’assaggio ci preoccupa un poco, la nota volatile acetica si scorge in finale di assaggio, intenso, dal tannino vellutato seppur presente, una freschezza che disseta, inciampa su questa sensazione che ne racconta una vita difficile e qualche maltrattamento con tutta probabilità. Ci guardiamo perplessi, sconsolati e fiduciosi, “…magari cambia”, “no no probabilmente rimane così”, “…aspettiamo”. La sala mi chiama si torna al lavorare, trascorrono i minuti, le decine di minuti e quando mi risiedo al tavolo,un ora dopo, noto volti più rilassati, più sorridenti che mi portano ad riavvicinarmi in punta di piedi al nostro ospite. Sta chiacchierando, il naso si è aperto, le note polverose sono state sostituite da un frutto più deciso, da sentori di polvere di cacao e radice di liquirizia, carrube, più armonioso, più a suo agio, il palato ne gioisce, è un susseguirsi di sensazioni positive, più largo, morbido, intenso senza quella nota spiacevole in finale che ora sostituita dal retrogusto di ciliegia si concede senza remore.

Gattinara di Travaglini, un vino famoso, conosciuto, apprezzato, ma avrebbe potuto avere qualsiasi altro nome, annata differente, vitigno internazionale o autoctono, il vero protagonista questa sera era… “l’amico”.

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Categorie: Degustazioni

4 commenti su “Travaglini Gattinara 2000”

  1. sergio
    2 giugno 2012 a 20:09 #

    Analisi precisa ed esaustiva.come sempre il vino detta i tempi e ti costringe ad essere cauto e mai avventato nell’esprimere un giudizio. Inevitabilmente una degustazione di grandi vini di lungo affinamento richiede un rituale che non ammette scappatoie o accellerazioni. I grandi vecchi sono affascinanti per questo.

    • 3 giugno 2012 a 17:08 #

      Caro Sergio, i racconti di una bottiglia nell’arco del tempo dovrebbero far riflettere nel fatto che il vino è una bevanda a cui portare molto rispetto e avere l’umiltà di stare in silenzino e sapere ascoltare cosa dice. Grazie per avere condiviso questa “chiacchierata” con il Gattinara.

  2. Massimo
    2 giugno 2012 a 18:28 #

    Sono tanti anni,forse troppi,che lavoro e mi appassiono ai vini e spesso in tutto questo tempo mi sono accadute cose strane. Mi è capitato di avere tra le mani bottiglie di vino che non conoscevo,di stapparle e rimanere piacevolmente appagato,ma anche di creare grandi attese attorno a qualcosa che doveva essere ed alla fine ti lasciava perplesso. Qualche volta però aperta e degustata la bottiglia l’emozione mi pervadeva e la rendeva indimenticabile! Ecco all’Infernot e con Manlio questa “magia” si compie spesso,un locale dove l’atmosfera parla di amicizia e professionalità e dove le emozioni si vivono quotidianamente. Allora grazie “Amico” mio.

    • 3 giugno 2012 a 17:06 #

      Grazie Massimo, sempre gentilissimo, dai la prossima volta apriamo un dolcetto del 97, porta l’insalata e di a Dalila di portare i pomodori.

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