Ristorante Capriccio

Concedersi al Piacere

A volte bisogna concedersi un momento tutto per se, in particolare se è il prologo all’endurance VINITALY 2012.

E così, consigliato da una persona fidata, il giorno 25 aprile in viaggio versa la fiera mi sono concesso una sosta culinaria presso il ristorante Capriccio a Manerba del Garda, anche per verificare la fama del nuovo Chef, Fabio Gambirasi e di Giuliana, titolare del Ristorante.

Superata la terrazza che sia affaccia su uno splendido paesaggio, si apre le porte al ristorante, in un classico stile elegante dove la Figlia della Titolare ti accoglie e accompagna al tavolo riservato vestito da una mise en place in tono.

La scelta è semplice, lascio carta bianca allo Chef e al Sommelier per abbandonarmi e gustare il loro lavoro tra il menù degustazione e i calici che accompagneranno le singole portate, sperando di trovare quella sinergia che solo il giusto affiatamento tra la cucina e la “cantina” può regalare.

L’apertura con degli stuzzichini davvero sfiziosi è divertente, grissini di di baccala, marshmallow allo zenzero con corallo di capesante e cous cous croccante, cialda di mandorle salata accompagnata da spuma di parmigiano e aceto balsamico, drink di centrifugato di carota, frutto passione, e Aperol il tutto pulito da un Franciacorta Saten dell’Azienda Ronco Scalino.

Uno Chardonnay Friulano dell’azienda il Carpino, accompagnerà la seconda portata crema di piselli, coda di rospo affumicata, uova di aringa e aria di birra, un intrigante gioco di sapori, sapidità, tendenza dolce, amarognola, aromaticità da combinare a tuo piacimento a seconda di come si desidera comporre la portata sulla propria posateria. Desideri sapidità, aromaticità e dolcezza, coda di rospo, crema di piselli e uova di aringa, preferisci un contrasto marcato tra la dolcezza e la tendenza amarognola, aggiungiamo aria di birra…

una Battua di scampi crudi con risotta di bufala, sesamo nero e acqua di pomodoro porta il livello su toni delicati, dolci, sferzati dalla tostatura del sesamo e dalla leggera acidità dell’acqua di pomodoro, il tutto perfettamente accompagnato da San Vincenzo, Garganega in purezza della Cantina Anselmi.

è difficile andare oltre, ma le danze le apre un Pinot Grigio Friulano indimenticabile, ramato e botte grande, elegante fine e maestoso nel contempo, un calice che amoreggia corteggiandosi con i ravioli di zucca, liquirizia, semi di zucca tostati e crema di ricotta di bufala.. un capolavoro

Una Ombrina alla plancia cotta a basse temperatura con creme di pastinaca, frutto della passione, capperi di Pantelleria e olio di argan accompagna un calice di Saintgybryen Blanc de Blancs, Champagne suadente e delicato per dare tregua alle sensazioni “estreme” e prepararsi alla portata successiva, lasciando il ricordo di avere assaggiato due differenti Ombrine grazie alla doppia personalità delle preparazioni in accompagnamento.

Il coltello Laguiole affonda teneramente in un agnello arrosto, magistralmente cotto e accompagnato da polvere di pane alle erbe, pomodorini canditi alle 5 spezie e scalogno al sale. Questa volta l’arduo compito di regolare i conti viene riservato ad un taglio bordolese Friulano che con disinvoltura fraseggia con la succulenza della preparazione.

Lo Chef mi vuole morto e fuori dalla degustazione mi porta un raviolo ripieno di bagoss e tuorlo in camicia… Sauvignon Blanc del Collio.
Ed eccolo l’ultimo piatto, quel Dolce che tutto conclude, zuppetta ai frutti rossi, gelato di latte crudo e meringa bruciata.
La piccola pasticceria che assieme al caffè mi viene portata mi guarda con aria di sfida, piccola e potente, piccola e delicata, piccola e infinita…

L’ultimo calice, Bas Armagnac 1990.

Roberto Gervaso diceva che l’uomo è nato per soffrire, bene se devo soffrire voglio farlo in questo modo, perdermi ogni tanto in queste esperienze dove qualcuno ti dia la possibilità di leggere tra le righe, di divertirti nel trovare quei legami inventati, di trovare un significato diverso per la parola “nutrirsi” e se non si è in grado di fare tutto ciò abbandonarsi allo spartito del direttore.

La Cortesia di Giuliana, della figlia, del Sommelier e dello Chef hanno accompagnato questa gustosa parentesi di quattro ore, lasciando in me un ricordo che in un breve futuro vorrà essere sicuramente reso più nitido.

Ristorante Capriccio di Tassi G. e Germiniasi G. e C. Sas 25080 Manerba d/Garda – Piazza S. Bernardo, 6 (Loc. Montinelle) – Tel. 0365 551124

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Categorie: Degustazioni

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